L’inquinamento acustico (detto anche inquinamento da rumore) può derivare da numerose fonti: può essere provocato dal traffico aereo, ferroviario o stradale ma anche da lavori in corso nei cantieri o dal rumore notturno delle discoteche. È importante pensare al comfort acustico della propria dimora, specialmente se si abita in un condominio, e naturalmente anche del proprio luogo di lavoro: l’inquinamento acustico può influire sul benessere psicofisico delle persone, portandole ad alti livelli di stress. Per combattere i disagi provenienti da rumori indesiderati occorre progettare delle giuste soluzioni di isolamento acustico. Ciò lo si ottiene limitando e ostacolando il propagarsi delle onde sonore attraverso l’utilizzo di alcuni specifici materiali come ad esempio la lana di vetro, il cartongesso, il sughero, il polistirolo, la lana di roccia, la gomma e il piombo. In generale questi materiali porosi o fibrosi si dividono in fonoassorbenti (se assorbono in sé stessi l’energia sonora) ed in fonoisolanti (se respingono il suono dallo spazio da cui arriva).

Nel momento in cui si acquista un immobile, che sia da destinare ad abitazione privata o ad ufficio, o lo si deve rinnovare, è necessario individuare in via preliminare i punti di maggiore dispersione sonora. Solo una volta fatto questo si può procedere con l’installazione del materiale: in commercio esistono diversi tipi di pannelli coibentati e feltri acustici.

Nel caso di uffici, sale di registrazione, sale proiezioni o sale congressi, si può migliorare l’insonorizzazione degli ambienti senza rinunciare al gusto estetico scegliendo l’applicazione di pareti fonoassorbenti per interni: alcune soluzioni hanno un design molto interessante e rivestimenti in altri materiali tra cui il legno.

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